Premessa

La compliance aziendale, negli ultimi decenni, ha subito una profonda evoluzione, trasformandosi da mero adempimento formale a sistema integrato di gestione del rischio giuridico. In questo contesto l’avvocato penalista va via via assumendo un ruolo più ampio, non limitato alla tradizionale difesa processuale, ma chino sulla consulenza preventiva e sulla costruzione di sistemi organizzativi idonei a prevenire la commissione di reati.

L’avvocato penalista in azienda: tra compliance e processo penale

Con lo stravolgimento dell’approccio alla responsabilità introdotto dall’art. 6 del  D.lgs. 231/2001 si è di fatto creato un nuovo spazio professionale per l’avvocato penalista, non più confinato alla dimensione contenziosa, ma soprattutto proiettato ex ante nella progettazione e implementazione di modelli organizzativi efficaci.

In questa nuova veste, la figura dell’avvocato penalista opera come interfaccia qualificata tra il mondo giuridico-penale e quello imprenditoriale, traducendo le complessità normative in strategie operative concrete e sostenibili per l’impresa.

Questa funzione di mediazione si articola su più livelli.

In primo luogo sul piano normativo, l’avvocato penalista interpreta e applica il complesso sistema di norme penali rilevanti per l’attività d’impresa, dal diritto penale della corruzione ai reati societari, dalla sicurezza sul lavoro ai delitti di criminalità organizzata.

Diversamente, sul piano organizzativo, può contribuire alla progettazione di sistemi di controllo interno che, come richiesto dall’art. 7 del D.Lgs. 231/2001, siano idonei a «garantire lo svolgimento dell’attività nel rispetto della legge e a scoprire ed eliminare tempestivamente situazioni di rischio».

Infine sul piano culturale, l’avvocato penalista promuove la diffusione di una cultura della legalità all’interno dell’organizzazione, contribuendo alla formazione del personale e alla sensibilizzazione sui rischi penali connessi all’attività d’impresa. È proprio in questa dimensione che si colloca la funzione preventiva.

L’avvocato penalista in azienda e le indagini difensive.

La compliance richiede un approccio dinamico, idoneo ad assicurare l’effettiva attuazione del sistema 231 e non la sua mera adozione formale.

L’avvocato penalista in azienda svolge una funzione preventiva che si esplica attraverso diverse attività: l’analisi dei rischi penali specifici connessi all’attività aziendale, la progettazione di protocolli operativi idonei a prevenire la commissione di reati, la formazione del personale sui profili di rischio penale, il monitoraggio dell’efficacia dei sistemi di controllo implementati.

Si tratta di attività che richiedono competenze trasversali, comprendenti elementi di risk management, organizzazione aziendale e comunicazione istituzionale e che spesso è opportuno svolgere in collaborazione con altri profili professionali.

È possibile, però, che il rischio di instaurazione di un procedimento penale nei confronti dell’impresa, ai sensi del D.Lgs. 231/2001, si configuri prima ancora che l’ente riceva un atto idoneo a renderlo formalmente edotto della pendenza di un’indagine penale.

Diverse possono essere le strategie messe in campo dal difensore dell’ente per la gestione del rischio.

Il tratto distintivo del penalista resta tradizionalmente e strategicamente ricondotto alle indagini difensive. L’art. 327-bis del Codice di procedura penale riconosce al difensore, «fin dal momento dell’incarico professionale», la facoltà di «svolgere investigazioni per ricercare e individuare elementi di prova a favore del proprio assistito». Le indagini interne all’azienda, volte a verificare l’eventuale commissione, da parte di soggetti apicali o subordinati, di reati che possano avere rilevanza anche ai sensi del Decreto, oppure se gli stessi soggetti abbiano agito in compliance con le procedure aziendali assumono indiscutibilmente un peso centrale.

Nel contesto della compliance aziendale, le indagini difensive offrono un valore aggiunto multidimensionale che si articola su diversi piani operativi.

In chiave preventiva, le indagini difensive consentono di acquisire una conoscenza approfondita dei rischi penali specifici dell’attività aziendale. Tale attività di intelligence legale permette di anticipare i profili di rischio e di progettare sistemi di controllo mirati ed efficaci.

Con riferimento alla gestione delle crisi, queste rappresentano uno strumento fondamentale per la tempestiva acquisizione di elementi di prova favorevoli all’ente, consentendo di costruire una strategia difensiva solida fin dalle prime fasi dell’eventuale procedimento penale.

In una prospettiva di compliance proattiva, permettendo di individuare tempestivamente le vulnerabilità del sistema organizzativo e di adottare le necessarie misure correttive.

Particolarmente rilevante è anche il profilo della tutela del segreto professionale.

Le indagini difensive si svolgono, infatti, sotto l’egida delle garanzie previste dall’art. 6 della legge professionale forense, che impone all’avvocato «la rigorosa osservanza del segreto professionale e del massimo riserbo sui fatti e sulle circostanze apprese nell’attività di rappresentanza e assistenza». Ciò consente alle aziende di condividere informazioni sensibili con la garanzia della massima riservatezza, rinviando a un momento successivo la scelta se rivelare o meno alle autorità le risultanze emerse dall’attività investigativa.

Conclusioni

Il ruolo dell’avvocato penalista nella compliance integrata configura, dunque, un nuovo modello di consulenza legale che va oltre la tradizionale assistenza processuale.

La sfida per la professione legale consiste nello sviluppare le competenze necessarie per operare efficacemente in questo nuovo scenario, mantenendo sempre al centro dell’azione i principi deontologici che caratterizzano la funzione forense e il servizio alla giustizia. Solo attraverso un approccio rigoroso, tecnicamente qualificato e deontologicamente ineccepibile potremo contribuire alla costruzione di un sistema economico più trasparente, responsabile e rispettoso della legalità.

L’avvocato penalista del futuro sarà sempre più chiamato a operare non solo come difensore dei diritti, ma anche come architetto della legalità d’impresa, contribuendo alla costruzione di un tessuto economico in cui la compliance non sia un mero adempimento formale, bensì l’espressione di una cultura aziendale orientata al rispetto delle regole e alla responsabilità sociale.

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